Non basta investire, bisogna saperlo fare.

a hand holding two black cards with the words buy and sell written on them

Quando anni fa abbiamo iniziato a investire sui mercati finanziari nessuno ci ha detto che sarebbe stato facile.

Anzi, nessuno ci ha detto nulla. Abbiamo sperimentato sulla nostra pelle e sulle nostre convinzioni quanto investire sia uno stile di vita e non una moda temporanea.

Settembre è il mese dell’anno in cui, ciclicamente con una probaiblità superiore al 65%, i mercati azionari scendono. Noi lo sappiamo da anni, ci prepariamo da anni e ogni volta che arriva settembre un lato della nostra mente emotiva ci ricorda che investire non è facile.

Non lo è perché bisogna superare:

  1. Il rumore della politica, del terrorismo mediatico e dei detrattori del capitalismo
  2. Le scelte sbagliate, il tempismo sbagliato, l’errore umano
  3. La voglia di mollare, di ricominciare da capo e mettere in discussione scelte finanziarie.

Oggi questa fase di incertezza emotiva dura pochi minuti: anni di allenamento psicologico, riflessioni ampio spettro e visione di lungo termine.

Lo Standard&Poor’s 500 è stato istituito nel 1927. Siamo quasi al centenario. 1 dollaro investito il primo giorno di quotazione sull’indice oggi varrebbe milioni di dollari, nonostante tutto ciò che è accaduto durante il ‘900.

Tuttavia un occhio attento potrebbe ribadire: quello che dite è vero ma su un orizzonte temporale di 100 anni. Io non ho 100 anni davanti a me, potrei prendere un decennio di ribassi e restare incastrato nei miei anni migliori.

NIente di più vero.

1929 – 1944: Il Grande Crollo e la Depressione

Inaugurato dal famigerato Giovedì Nero del 1929, questo periodo ha visto l’S&P 500 perdere fino al 79% del suo valore nell’arco di soli tre anni. Tra gli strascichi della Grande Depressione e le tensioni geopolitiche sfociate nella Seconda Guerra Mondiale, gli investitori hanno dovuto attendere oltre quindici anni prima di rivedere i picchi nominali pre-crisi. Rappresenta tuttora il monito più severo nella storia dei mercati finanziari sui rischi di crolli sistemici del capitale.

1966 – 1982: La Trappola dell’Inflazione e della Stagflazione

Apparentemente meno drammatico nei prezzi nominali, questo lungo ciclo è stato in realtà devastante per il potere d’acquisto reale a causa dell’inflazione a doppia cifra e delle crisi petrolifere. Nonostante l’indice oscillasse lateralmente, l’effetto combinato di alti tassi d’interesse e stagnazione economica ha dimezzato la ricchezza reale di chi investiva in azioni. Ha dimostrato storicamente come il vero nemico dell’investitore a lungo termine non sia sempre la volatilità, ma la svalutazione monetaria.

2000 – 2013: Lo Scoppio delle Bolle (Dot-Com e Subprime)

Aprile 2000 e settembre 2008 hanno sferrato un doppio colpo micidiale ai portafogli globali, azzerando due volte di seguito i guadagni di un intero mercato rialzista. Tra il crollo dei titoli tecnologici e la peggiore crisi finanziaria dal 1929, l’S&P 500 ha impiegato ben tredici anni prima di superare in modo definitivo i massimi del nuovo millennio. Questo decennio ha evidenziato l’importanza dei Piani di Accumulo (PAC), che hanno permesso di acquistare a sconto durante i picchi di panico.

Quindi cosa fare?

NON BASTA INVESTIRE. BISOGNA SAPERLO FARE.

Saper riconoscere i segnali, magari perdendo un pò di crescita, ma restando fuori dalle trappole delle bolle finanziarie e dei picchi speculativi.

Conosci il tuo profilo di rischio?

Qual’è la tua capacità di sopportare perdite?

Qual è il tuo orizzonte temporale?

Rispondi a queste domande insieme ad un esperto e troverai il giusto modo di investire, perché se è vero che NON investire è un costo enorme (leggi qui il nostro articolo), investire senza saperlo fare è ancora peggio.

Vuoi saperne di più?

Scopri come lavora Marco Cecili.

Vuoi vedere il mio lavoro?

Scopri la strategia di Marco Cecili sul portafoglio eToro.

Vuoi iniziare una strategia di Copy Trading?

Iscriviti gratuitamente su eToro cliccando sul link a fianco e sarai seguito passo passo, fino alla copia del portafoglio di Marco Cecili.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto