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Il “Loud Budgeting” è il nuovo status symbol del 2026.

Ecco perché dovresti iniziarlo oggi! Per decenni ci è stato insegnato che parlare di soldi è volgare e che ammettere di non potersi permettere qualcosa è un segno di debolezza o fallimento professionale. Nel 2026, la musica è cambiata. Il Loud Budgeting (o Bilancio ad Alta Voce) è esploso come trend culturale e finanziario, trasformando l’onestà in una forma di potere. Che cos’è esattamente? Non è “essere spilorci”. È praticare l’onestà radicale sulle proprie priorità finanziarie. Significa dire apertamente: “Non partecipo a questa spesa perché quel budget è destinato ai miei obiettivi a lungo termine”. Perché è diventato vitale: Il mio consiglio (Metodo MC Investor): Applica la regola del 50/30/20. Se un’uscita mondana o un acquisto impulsivo minaccia la tua quota del 20% destinata al futuro, pratica il Loud Budgeting. Dire di “no” agli altri oggi è il modo più veloce per dire di “sì” alla tua libertà domani. Siamo pronti a rendere la trasparenza finanziaria la normalità nel mondo professionale? 👇 Cosa ne pensi? Hai mai avuto il coraggio di dire “non è a budget” in un contesto sociale o lavorativo?

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Bitcoin, Nvidia e Dazi: Strategia o Paura?

Il mercato è a un bivio. Ecco come sto leggendo i segnali principali di questa settimana: 👉 Bitcoin: Il ritorno della “Accumulazione”Bitcoin ha rotto la media mobile weekly, un segnale tecnico che storicamente porta volatilità. Molti vedono i target a 60.000 dollari e 52.000 dollari come una minaccia; io li vedo come una finestra di opportunità. La mia visione: Non è il momento di scappare, ma di attivare il piano di accumulo (PAC). Se il prezzo scende, il valore a lungo termine non cambia. La “paura” degli altri è il nostro sconto. 👉 Nvidia: Il termometro dell’AII prossimi utili di Nvidia non sono solo numeri aziendali, sono il test definitivo per l’intero sentiment sul settore Artificial Intelligence. Cosa aspettarsi: Se i numeri confermano la crescita, l’intero settore tech ripartirà con forza. Se deludono, vedremo ancora una rotazione verso settori più “value”. Occhi aperti, perché Nvidia muove ormai l’intero indice. 👉 Dazi Trump: Bluff o Realtà?Si parla tanto di dazi come elemento di incertezza totale. Personalmente, vedo un Trump “alle corde” che usa la retorica commerciale come ultima leva. Il mercato sta cambiando: La volatilità ci sarà, ma ho l’impressione che gli investitori stiano iniziando a “smontare” il peso delle sue parole, guardando oltre i titoli dei giornali. Il mercato potrebbe smettere di credergli e tornare a concentrarsi sui fondamentali macro. Scopri di più!

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Londra, 2008 vs Oggi: Evoluzione di un Visionario

Nel 2008 correvo tra queste strade occupandomi di finanza e mercati. All’epoca, il mondo era diverso, e anch’io: oggi il mio “avatar” passeggia qui con qualche capello in meno, una barba più folta e una consapevolezza decisamente più profonda. La tecnologia, che oggi è il cuore pulsante del mio lavoro da investitore, era solo agli inizi rispetto al potenziale infinito che sfruttiamo ora. Eppure, una cosa non è mai cambiata: la mia priorità di abbracciare il futuro. 🚀 Mi sono sempre sentito un anticipatore, un visionario, ma soprattutto una persona libera. Ed è proprio di questa Libertà Finanziaria che voglio parlarvi. Cos’è davvero la Libertà Finanziaria? Molti pensano di sapere cosa sia, ma pochi la vivono davvero. Per me non significa “smettere di lavorare”, ma: Oggi la mia missione è insegnare questa libertà a chi vuole uscire dal “loop” e iniziare a vivere alle proprie condizioni. Il futuro appartiene a chi ha il coraggio di vederlo prima degli altri. E tu, sei pronto a smettere di correre e iniziare a costruire la tua libertà? Scopri chi sono! Scopri come lavoro!

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Quando i mercati scendono, il vero lavoro dell’investitore inizia

L’anno è iniziato male. Succede. E succede più spesso di quanto si voglia ammettere nei post motivazionali di finanza personale.  I mercati non crescono in linea retta, e nemmeno i portafogli ben costruiti. La volatilità, i drawdown e i cambi di sentiment fanno parte della normalità, soprattutto in fasi in cui il quadro macroeconomico è incerto e le aspettative degli investitori cambiano rapidamente.  In questi momenti la tentazione è sempre la stessa: cercare il colpevole, inseguire il rimbalzo, cambiare strategia all’ultimo minuto.  Ma questa è esattamente la strada che porta a risultati mediocri.  Tornare alle basi: ciò che funziona davvero  Quando il mercato diventa rumoroso, la cosa più intelligente è tornare ai fondamentali:  La strategia non serve quando tutto sale. Serve quando tutto scende.  Il lato meno raccontato dell’investimento: accumulare nel disagio  Personalmente ho utilizzato questa fase per ribilanciare il portafoglio e accumulare con prudenza su asset che considero sottovalutati rispetto al loro potenziale di medio-lungo periodo.  Non perché so dove sarà il mercato tra una settimana. Ma perché so cosa sto facendo ora e perché lo sto facendo.  La verità è che le decisioni più profittevoli raramente nascono nei momenti di euforia. Nascono quando il mercato è debole, quando la narrativa è negativa e quando la maggioranza ha paura.  Copy trading: la parte che pochi considerano  Chi copia una strategia deve aspettarsi anche queste fasi. Il copy trading non è una scorciatoia per guadagni facili: è un investimento basato sulla fiducia nel metodo di un altro investitore.  Seguire significa accettare drawdown, fasi laterali, errori e ribilanciamenti. Chi copia solo quando tutto sale, in realtà non sta copiando una strategia: sta inseguendo performance passate.  Metodo, pazienza e competenza  Non so dove sarà il mercato tra una settimana. Ma so che la disciplina batte l’intuizione nel lungo periodo.  Continuo a investire con lo stesso approccio: metodo, pazienza e competenza.  Perché nel tempo, non vince chi ha più previsioni corrette. Vince chi resta coerente quando è più difficile farlo.  Qui trovi il mio percorso concreto come Popular Investor su eToro. Qui il mio profilo su eToro per vedere dal vivo la mia strategia

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📊 STMicroelectronics – costruzione posizione

Nelle ultime settimane sto accumulando gradualmente STMicroelectronics, che ora rappresenta circa il 3% del mio portafoglio. Non è un trade di breve periodo. Il titolo arriva da una forte compressione delle valutazioni, in un contesto di sentiment molto negativo sui semiconduttori ciclici, ma i fondamentali di STM restano solidi, con esposizione a: • automotive elettrico• power & industrial• infrastruttura cloud / AI Di recente STM ha anche ampliato la partnership strategica con Amazon Web Services, rafforzando il proprio posizionamento nei data center cloud e AI. Per me questo conferma la rilevanza industriale di lungo periodo dell’azienda. Ai livelli attuali vedo una asimmetria interessante rischio/rendimento: downside sempre più limitato rispetto al potenziale upside su un orizzonte 12–24 mesi. Non mi aspetto un recupero lineare. La volatilità resterà elevata.Per questo sto entrando a tranche, senza all-in. 🎯 Tesi semplice: player europeo strategico nei semiconduttori + ciclo depresso = margini di recupero importanti quando il settore tornerà a respirare. Come sempre: prima la gestione del rischio.Aggiornerò man mano che la posizione si sviluppa.

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Se inizi con poco ci vogliono 40 anni

Nella vita aiuto le persone ad essere finanziariamente libere. Io lo sono diventato: ho perseverato quando le cose andavano male, ho mantenuto la lucidità quando andavano bene.  Ma c’è una cosa che non è mai cambiata: la costanza di aumentare il capitale. Sempre.  Ai miei clienti dico sempre: accumulate risparmio, iniziate con una cifra consistente, poi aumentate costantemente. Ma perché?  Sembra scontato, ma la cifra di partenza è fondamentale:   Ma quanto investire? Quanto rendimento devi ottenere e per quanti anni?   Dipende dagli obiettivi: se hai 20 anni e vuoi costruirti una pensione va benissimo iniziare con 200 dollari al mese, dopo 40 anni, considerando una crescita media annua del 10% avrai accumulato circa 650 mila dollari.  Con 650 mila dollari dovresti essere ragionevolmente libero, se sai metterli a rendita e non sperperi.  Ma non abbiamo tutti 20 anni e magari non vogliamo aspettare 40 anni per essere finanziariamente liberi.  In questo caso dico sempre di iniziare con almeno 5,000 dollari.   Perché questa cifra? Perché esiste un metodo, e il metodo funziona su capitali medio-alti.  Il metodo è psicologico, non esiste nessuna formula magica. Quanto vedi il tuo patrimonio, distaccato da te, dal tuo conto corrente spese, e lo vedi crescere, e accumuli mensilmente, diventi, nella tua testa, un INVESTITORE. E questo genera convincimento, voglia di risparmiare di più, di investire di più.  In molti casi, mi è capitato di vedere persone già in pochi anni, arrivare ad investire 50-60 mila dollari.   Come hanno fatto? Con il potere dell’auto-convincimento. Hanno lavorato di più, hanno risparmiato di più. Ma hanno tutti iniziato con 5,000 dollari.  Inoltre, non hanno avuto paura.  Investire quando tutti hanno paura aumenta il rendimento atteso, investire sull’euforia lo riduce. E investire sempre e costantemente per anni, genera sempre una crescita.  Con queste premesse, ci vogliono molti meno anni. Maggiore è il capitale di partenza, maggiore è la probabilità di accelerare il piano attraverso il metodo.   In conclusione, se il tuo obiettivo non è la pensione, ma una vita migliore, e vuoi iniziare ad investire non farlo con 200 dollari, generi frustrazione più che rendimento. Impara piuttosto a risparmiare. Ci sono molto corsi di coaching finanziario che possono aiutarti.  MC Investor ne proponi diversi: scoprili su www.mcinvestor.it 

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Verità scomoda: i piccoli capitali al comando

So che non vuoi sentirtelo dire: se pensi di iniziare a investire con 200 euro, lascia stare. Non è per te. I piccoli capitali guidano le decisioni emotive. Se investi 200 euro, è comprensibile che tu voglia rischiare di più, fare scelte avventate, entrare e uscire da un titolo pensando di diventare ricco in un paio di mesi. Ma devo dirtelo: NON DIVENTERAI RICCO.  Tanto vale comprare 200 euro di Gratta e Vinci.  Se vuoi invece diventare un investitore e costruire un patrimonio coerente con il tuo stile di vita, allora devi avere un piano, avere (o arrivare ad avere) un capitale di partenza minimo di 5,000 euro e investire con costanza e disciplina.  Devi avere queste caratteristiche:  Se ti vedi in queste caratteristiche, la mia strategia fa per te. Altrimenti ti consiglio di non perdere tempo e non investire con me. Perché investire non è un gioco, è un progetto di vita.

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Visione: una strategia pensata per il lungo termine

Il progetto MC Investor nasce con una visione: rendere la Libertà Finanziaria un diritto accessibile a tutti.  Per farlo occorre un piano preciso, concreto e realizzabile.   La strategia di investimento iniziata nel 2023 ha come obiettivo una crescita media annua del 25%. È una media: a volte un anno si chiude sopra, a volte sotto. Ma l’obiettivo, ambizioso, resta lo stesso: decuplicare il patrimonio di partenza in dieci anni.   Non ascoltare chi non si pone obiettivi. Un obiettivo non è una promessa, è un impegno di responsabilità, e senza responsabilità ed impegno non si è mai un professionista.  È facile col senno di poi dire di avere ottenuto rendimenti stratosferici: gli obiettivi si dichiarano prima, non si sbandierano solo dopo.  Il mio investimento, iniziato il 1° gennaio 2023, è ad oggi raddoppiato, in soli 3 anni. È il potere dell’interesse composto.    Questa strategia di lungo termine è solo per chi ha le seguenti caratteristiche:  Se pensi di vendere dopo 1 mese, se ti accontenti di una crescita ad una cifra, se sei impaziente e soffri della sindrome dello scommettitore, QUESTA STRATEGIA NON FA PER TE. Ti consiglio di cercare altrove.  Qui troverai un’esperienza ventennale al servizio di trasparenza e professionalità.   Se condividi i miei valori e gli obiettivi, e hai i requisiti giusti per iniziare, inizia da qui. 

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Trump, la retorica da bullo e i mercati: prima paura, poi sollievo

Negli ultimi mesi i mercati finanziari hanno mostrato una dinamica ricorrente: improvvisi scossoni al ribasso in concomitanza con dichiarazioni aggressive di Trump, seguiti da rimbalzi altrettanto rapidi quando il tono si ammorbidisce o quando i fatti smentiscono la retorica.   Questo schema non è casuale. È l’effetto di uno stile comunicativo che potremmo definire senza mezzi termini da bullo: minacciare, alzare la posta, generare incertezza per poi ritrattare o negoziare da una posizione percepita come di forza.  La strategia della paura  Trump ha sempre utilizzato la comunicazione come strumento di potere. Dazi, sanzioni, rotture di accordi, attacchi verbali a governi e aziende: ogni annuncio è pensato per colpire emotivamente prima ancora che economicamente. I mercati, per loro natura avversi all’incertezza, reagiscono immediatamente:  In questa fase la paura domina la razionalità. Le valutazioni scendono non perché i fondamentali siano improvvisamente peggiorati, ma perché il rischio percepito aumenta.  Il dietrofront e il rimbalzo  La seconda parte del copione è altrettanto prevedibile. Dopo giorni o settimane:  A questo punto i mercati recuperano. Spesso rapidamente. Gli investitori realizzano che lo scenario peggiore non si è materializzato e che i flussi di cassa, la crescita e i margini delle aziende non sono stati realmente compromessi.  Il risultato è un classico movimento a V, alimentato dalla stessa retorica che aveva generato il panico iniziale.  Un gioco pericoloso  Questo approccio, tuttavia, non è privo di rischi. Usare sistematicamente la minaccia come leva negoziale:  Nel breve termine può funzionare. Nel lungo, lascia cicatrici. La volatilità non è gratis: rallenta investimenti, altera le decisioni di allocazione del capitale e penalizza soprattutto chi opera senza una strategia chiara.  Cosa può fare l’investitore  Per l’investitore disciplinato, questo schema offre una lezione importante:  Non si tratta di minimizzare i rischi geopolitici o politici, ma di riconoscere quando il mercato sta reagendo più alle parole che ai fatti.  L’atteggiamento da bullo di Trump spaventa i mercati prima di rassicurarli.   È un ciclo che abbiamo già visto e che probabilmente rivedremo. Chi lo subisce passivamente ne paga il prezzo. Chi lo comprende, invece, può trasformare la paura altrui in opportunità.  A tal proposito vi propongo un’immagine eloquente.  Sapete cosa è il wall of worry? Guardate il grafico qui sotto.   Diecimila euro lasciati sul conto corrente fermi a farsi mangiare dall’inflazione dal 2005 oggi sarebbero circa 8.500. Stesso periodo ma investiti sul mercato azionario oggi sarebbero più di 60 mila! E nel mezzo?  Per non parlare delle continue minacce atomiche, altri dazi, altre guerre e altro terrore, spinto sempre dai giornali che pur di vendere abbiamo capito cosa sono disposti a scrivere.  Nei mercati finanziari, come nella vita, il vero vantaggio competitivo non è prevedere le urla più forti, ma mantenere lucidità quando gli altri perdono la calma. 

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Analisi fondamentale su INMODE

InMode opera nel settore dei dispositivi medicali per medicina estetica minimamente invasiva, un mercato strutturalmente in crescita grazie a trend demografici, aumento della spesa privata per estetica e innovazione tecnologica. Il modello di business combina vendita di macchinari ad alta marginalità e ricavi ricorrenti da consumabili, elemento chiave per la qualità degli utili. Solidità finanziaria: ✅ Margini tra i più alti del settore: Gross margin ~79% e Operating margin ~24% ✅ ROE >21% segnale di elevata efficienza del capitale ✅ Nessun debito rilevante e ampia liquidità in bilancio ✅ Forte generazione di cassa, utilizzata in parte per buyback azionari Valutazione ✅ P/E ~6–7x, livelli tipici di aziende in difficoltà, non di società profittevoli e cash-rich ✅ EV/EBITDA ~4x, molto inferiore alla media del settore medical devices ✅ Multipli che riflettono un mercato scettico sulla crescita, non sulla qualità del business Crescita e rischi Negli ultimi trimestri si osserva un rallentamento dei ricavi, elemento che ha pesato sul titolo. Rischi principali: normalizzazione della domanda post-boom, contesto competitivo e incertezze geopolitiche. Tuttavia, la redditività resta elevata e la struttura finanziaria estremamente difensiva. InMode oggi non è una storia di crescita aggressiva, ma una value stock di qualità, con margini elevati, cassa abbondante e valutazioni depresse. Se la crescita dovesse anche solo stabilizzarsi, il rapporto rischio/rendimento diventerebbe interessante. Per maggiori info puoi visitare il sito: https://inmodemdit.com/

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