Via la Cina, avanti l’India: i nuovi bevitori di lusso.

Mentre Pechino rallenta, New Delhi, Dubai e i nuovi milionari dell’Agave guidano la risalita dei distillati e dei vini d’alta gamma.

Dopo la straordinaria impennata post-pandemica e la successiva fase di assestamento, segnata da inflazione, destoccataggio dei distributori e una prolungata cautela del mercato cinese, il settore del beverage di lusso sta ritrovando la sua bussola.

Non si tratta di una semplice ripresa numerica, ma di un vero e proprio cambio di paradigma: il lusso alcolico (e non solo) sta ridefinendo le sue geografie, i suoi consumatori di riferimento e le categorie di prodotto trainanti.

1. I driver strutturali: qualità, resilienza e nuovi lifestyle

Sono 3 i pilastri fondamentali che riflettono l’evoluzione dei consumi ad alto reddito:

  • “Less but Better” (meno ma migliore): la tendenza globale non punta all’aumento dei volumi, bensì al valore unitario della singola esperienza. Si beve meno frequentemente, ma si cercano etichette con una storia autentica, edizioni limitate e processi produttivi artigianali.
  • Resilienza della fascia Ultra-High-Net-Worth (UHNWI): mentre la fascia media della popolazione globale ha ridotto temporaneamente le spese non necessarie, quella più elevata continua a considerare le bottiglie rare, le annate storiche e i barili da collezione come veri e propri alternative assets da investimento.
  • Ospitalità ed Esperienzialità: il canale On-Trade di altissima gamma (turismo enogastronomico d’élite) si conferma la vetrina insostituibile per costruire la reputazione dei brand e ingaggiare i consumatori più esigenti.
  • Lusso No/Low-Alcohol: l’emergere di spirits analcolici o a bassa gradazione di fascia super-premium dimostra che il concetto di edonismo d’alta gamma si sta adattando ai trend legati al benessere e alla consapevolezza, portati avanti dalle nuove generazioni.

2. La nuova geografia: chi sta comprando dopo il rallentamento della Cina?

Se è vero che la Cina ha allentato la presa sull’acquisto di Beverage di lusso, i nuovi compratori vengono individuati in 3 aree ben distinte:

  1. India: è attualmente uno dei mercati più promettenti al mondo per gli spirits di pregio. La rapida crescita di una nuova classe medio-alta e l’esplosione dei consumi di single malt (sia scozzesi sia di produzione locale ultra-premium) stanno registrando tassi di crescita record.
  2. Medio Oriente (UAE e Arabia Saudita): con hub come Dubai e Riyadh trasformati in capitali mondiali del fine dining e dell’hôtellerie di lusso, il Medio Oriente assorbe quote crescenti di Champagne d’annata, distillati rari e grandi vini d’asta.
  3. Sud-Est Asiatico (Singapore, Vietnam, Filippine): Singapore si consolida come la capitale finanziaria e del collezionismo asiatico, mentre Vietnam e Filippine mostrano una domanda costante per la mixology e la nightlife d’élite.

3. Le categorie protagoniste della riscossa

Quali sono le categorie più apprezzate da questi nuovi estimatori?

  • Tequila e Mezcal Super-Premium: gli spirits d’agave extra-añejo hanno conquistato le preferenze dei giovani consumatori benestanti (Gen Z e Millennials affluenti), occupando spazi di mercato storicamente presidiati da Cognac e Whisky.
  • Whisky e Cognac da Collezione: rimangono i pilastri del collezionismo e delle aste internazionali.
  • Grandi Vini e Champagne d’Annata: nonostante le fluttuazioni dei mercati, i grandi terroir storici (dalla Borgogna a Bordeaux, passando per la Champagne, il Piemonte e la Toscana) mantengono la loro forza.

Per il Beverage di lusso il futuro si giocherà su autenticità, rarità, sostenibilità ed esperienze su misura. Ma la vera leva del comparto rimane immutata: il desiderio irrinunciabile di godere di prodotti unici.

Vuoi saperne di più?

Scopri come lavora Marco Cecili.

Vuoi vedere il mio lavoro?

Scopri la strategia di Marco Cecili sul portafoglio eToro.

Vuoi iniziare una strategia di Copy Trading?

Iscriviti gratuitamente su eToro cliccando sul link a fianco e sarai seguito passo passo, fino alla copia del portafoglio di Marco Cecili.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto